Torniamo indietro di oltre 100 anni, alla fine della Prima Guerra Mondiale. A quel tempo, l’Europa e il mondo, già profondamente segnati dalle conseguenze del conflitto, furono colpiti da una grave pandemia causata dalla diffusione del virus H1N1, responsabile dell’influenza spagnola. Durante quegli anni, l’arte diventò per gli uomini uno strumento attraverso cui raccontare il dolore, la paura e la tensione con cui erano costretti a convivere.
Oggi per la rubrica “La Scienza nella Letteratura e nell’Arte” esploriamo la scienza nelle sue manifestazioni artistiche, racconteremo tre opere di Edvard Munch e John Singer Sargent, segnalate da Catherine Mallia. Torniamo indietro di oltre 100 anni, alla fine della Prima Guerra Mondiale. A quel tempo, l’Europa e il Mondo, già profondamente segnati dalle conseguenze del conflitto, furono colpiti da una grave pandemia causata dalla diffusione del virus H1N1, responsabile dell’influenza spagnola. Durante quegli anni, l’arte diventò per gli uomini uno strumento attraverso cui raccontare il dolore, la paura e la tensione con cui erano costretti a convivere.
L’influenza spagnola nell’arte. Quando la Prima Guerra Mondiale stava volgendo al termine, l’umanità si trovò ad affrontare un grave periodo di crisi concomitante con un lo scoppio di un’epidemia di influenza che, nella storia del contagio, è conosciuta come l’influenza spagnola del 1918. Nonostante questo nome induca a pensare che l’origine dell’epidemia fosse la Spagna, il primo focolaio fu registrato in una base militare nel Kansas (USA); tuttavia, in quegli anni gli Stati Uniti erano ancora in guerra, e cercavano di non lasciar trapelare all’esterno i rapporti sui dati reali del contagio per tenere alto il morale del Paese e non apparire indeboliti agli occhi dei nemici. Per questa ragione, nonostante il virus abbia ucciso, secondo le stime, il 2% della popolazione mondiale, l’eredità culturale della pandemia influenzale del 1918 è stata messa in ombra dal racconto della guerra. Ciò si riflette in particolar modo nel basso numero di opere d’arte che ricordano la sofferenza e la devastazione causate dall’influenza spagnola. Nonostante questo, ci sono delle eccezioni. Di seguito ve ne illustriamo tre.

Autoritratto con l’influenza spagnola, Edvard Munch. Edvard Munch, pittore espressionista norvegese, è famoso soprattutto per una delle immagini più iconiche della storia dell’arte, L’urlo. Nel 1919, anche Munch fu vittima dell’influenza. Da uomo sano di 56 anni, riuscì a sopravvivere alla malattia e fu ispirato a rappresentare la sua esperienza in due dipinti. In Autoritratto con l’influenza spagnola, Munch appare accasciato su una sedia, magro, pallido e con la bocca spalancata che suggerisce le sue difficoltà respiratorie.

Autoritratto dopo l’influenza spagnola, Edvard Munch. Diversamente dal quadro precedente, in quest’opera, Autoritratto dopo l’influenza spagnola, l’artista è in piedi e non più sulla sedia, e non indossa più la sua vestaglia. Il suo viso sembra aver ripreso colore, ma gli occhi gonfi circondati da un pesante cerchio rosso potrebbero suggerire la stanchezza generata dalla malattia.

Interno di un ospedale da campo, John Singer Sargent. Il secondo artista che ritrasse l’influenza spagnola fu John Singer Sargent. Nato a Firenze da genitori americani, fu il principale ritrattista della sua generazione. Nel 1918, Sargent fu incaricato dal governo britannico di lavorare come artista di guerra con il compito di creare schizzi che raffigurassero le truppe britanniche e americane in combattimento. Mentre lavorava nel nord della Francia, si ammalò di influenza e trascorse la sua convalescenza in una tenda d’ospedale insieme a numerosi soldati che si stavano riprendendo dalle ferite di guerra e altri che si stavano riprendendo dall’influenza. Durante la sua convalescenza, Sargent dipinse Interior of a Hospital Tent. Il diverso colore delle coperte serviva a distinguere se il paziente fosse contagioso (rosso) o meno (marrone). L’opera di Sargent rappresenta in maniera molto chiara i disastri concomitanti del 1918, cioè la Prima Guerra Mondiale e l’influenza spagnola.


