La rubrica “La Scienza nella Letteratura e nell’Arte” si dedica a un volume nel quale la scienza, nelle sue molteplici sfaccettature, è sicuramente protagonista indiscussa: si tratta di “Maniac“ (Adelphi) di Benjamín Labatut.

Von Neumann era un genio assoluto. A due anni sapeva leggere, a 6 parlava perfettamente 5 lingue tra cui il latino e il greco antico ed è stata una delle menti più brillanti ed eclettiche del ‘900 e, probabilmente, della storia della matematica. Il suo collega e amico Eugene Wigner disse che a questo mondo ci sono due tipi di persone: Jancsi von Neumann e il resto di noi.
Ad una capacità di calcolo e di risoluzione dei problemi assolutamente strabiliante univa una naturale e sorprendente propensione a spaziare nei campi più disparati della scienza. Era sicuro di poter ricondurre tutto a una logica, a un metodo scientifico e di poter trovare le basi matematiche della realtà. Contribuì allo sviluppo della bomba atomica, scrisse assieme a Morgenstern uno dei testi più influenti della storia dell’economia intitolato “Theory of Games and Economic Behavior” e influenzò con i propri scritti una infinità di scienziati nei settori più diversi.
Quando ideò il calcolatore universale MANIAC pose le basi dello sconfinato sviluppo dell’informatica e dell’intelligenza artificiale. Il premio Nobel per la medicina Sydney Brenner, che ha contribuito a scoprire il ruolo svolto dall’RNA messaggero in tutte le cellule viventi, ha più volte dichiarato di essersi ispirato a un articolo non particolarmente noto di Von Neumann in cui veniva costruito un potente esperimento mentale per creare una macchina autoreplicante.
In maniera straordinaria e in clamoroso anticipo con i tempi venivano stabilite le regole logiche alla base di tutte le modalità di auto replicazione biologiche, meccaniche e digitali. Von Neumann dimostrò che è necessario un meccanismo che riproduca non solo un determinato essere, ma anche le istruzioni che caratterizzano quell’essere. Di fatto illustrò, con anni di anticipo, il modo in cui funzionano il DNA e l’RNA. Molti colleghi lo consideravano, scherzosamente, un alieno.
Per approfondire la vita straordinaria di Von Neumann è appena uscito anche un altro libro Adelphi intitolato “L’uomo venuto dal futuro” di Ananyo Bhattacharya.


