“Breve storia letteraria e artistica della medicina”

Per la rubrica “La Scienza nella Letteratura e nell’Arte” raccontiamo il titolo “Breve storia letteraria e artistica della medicina”, scritto da Alberto Mantovani, noto immunologo di Humanitas University, e Claudio Longhi, regista teatrale e docente all’Università di Bologna. Un viaggio nella storia attraverso le scoperte scientifiche e mediche, ed è corredato da estese digressioni nell’arte e nella letteratura. Si parte con un brano tratto da “La guerra del Peloponneso” di Tucidide, che racconta la peste di Atene del V secolo a.C. e offre agli autori l’occasione per introdurre il sistema immunitario e la sua capacità di mantenere memoria degli incontri con i patogeni. Tucidide scrive infatti: “…coloro che si erano salvati dall’epidemia…per se stessi non avevano più nulla da temere: il contagio infatti non colpiva mai due volte la stessa persona”. Come sappiamo però, il sistema immunitario può anche commettere errori. Ed ecco che il poeta latino Lucano, parlando di veleni di serpenti nella sua Farsaglia, ispira il Prof. Mantovani nella descrizione di allergie, malattie autoimmuni e reazioni abnormi della nostra immunità.

Grazie ad un estratto del Decameron di Boccaccio, gli autori affrontano poi il tema della razionalità, ma anche della fortuna, del caso, del sogno e di quella che gli anglosassoni chiamerebbero serendipity, nella ricerca scientifica. Che dire ad esempio di Friedrich August Kekulé von Stradonitz che, dopo aver sognato un serpente che si morde la coda, definisce la struttura dell’anello del benzene. Oppure le grandi intuizioni di Robert Furchgott e Salvador Moncada che scoprono il ruolo dell’ossido nitrico nella regolazione del sistema vascolare e nel controllo della disfunzione erettile.

Scorrendo il testo, incontriamo poi alcuni protagonisti di cui abbiamo già parlato nelle puntate precedenti di questa nostra newsletter. Ricorderete certamente Lady Mary Wortley Montagu che, avendo osservato la procedura della variolizzazione durante un soggiorno nell’impero ottomano, incoraggia l’introduzione del metodo presso la corte inglese e da lì in tutta Europa, contribuendo così al controllo dell’infezione da vaiolo. Siamo agli albori della vaccinazione, che si declinerà poi in tante storie di successo e di vite salvate, ma anche di responsabilità morale, sociale e politica. Con Thomas Mann e la sua Montagna Magica torniamo alla tubercolosi, da noi presentata di recente, e alla sua influenza sull’opera lirica e sull’arte del periodo romantico. Di nuovo si arriva alla peste. Alessandro Manzoni e Albert Camus ce ne parlano e offrono spunti di riflessione sull’identità e sulla missione del medico: dall’andare in prima linea nella lotta alle malattie all’onestà intellettuale di chi è consapevole di “non sapere” e accetta la sfida dello studio e della ricerca.

Il lavoro si chiude con un’introduzione alla cosiddetta immunorevolution ovvero la nuova frontiera nella lotta ai tumori che, sfruttando le sempre migliori conoscenze del sistema immunitario, permette il disegno di terapie innovative, e alla “medicina di domani”, basata sulle tecnologie -omics, sull’intelligenza artificiale e su una sempre più marcata precisione e personalizzazione. A questo proposito, è molto bello il commento del Prof. Mantovani in merito all’avanzare della tecnologia in ambito medico. Lo riportiamo qui integralmente a conclusione del nostro racconto: “Sono profondamente convinto che la ricerca e la medicina si facciano non solo con il cervello, ma anche con il cuore, la passione e l’empatia”.